lunedì 4 luglio 2011

Pic-nic sul Lago Poma in stile palermitano doc



Cosa fare in una domenica assolata?
Si potrebbe andare al mare, ma c’è di certo troppa confusione, gente ammassata sulla spiaggia, ombrelloni ovunque, ragazzini che giocano con la palla (che al 90% finirà sulla mia testa), piedi del vicino di tovaglia (noi palermitani il telo mare lo chiamiamo così, forse perchè ossessionati dal cibo non solo di strada ma anche di sabbia) a due millimetri di distanza etc. Forse meglio optare per gli scogli, ma qui sono bellissimi ma tanto ripidi, prima di toccare l’acqua devi inerpicarti in rocce di ogni tipo, calarti giù come un alpino, “scalare i muri lisci” etc, e tutto ciò sotto il “pico” del sole di mezzogiorno (bè facciamo un pò tardi la domenica...), non mi pare il caso. Si potrebbe trovare un monte, ma io sento un bisogno atavico di vedere acqua, ed allora cosa c’è di meglio del ... lago?



Si potrebbe andare al lago di Poma, è abbastanza vicino, l’acqua ovviamente c’è e di sicuro sarà più rilassante e silenzioso della spiaggia.
A me piace tanto il rumore silenzioso del paesaggio lacustre, il fruscio delle canne sfiorate dal vento (soprattutto dopo aver letto il bellissimo romanzo della Deledda), lo scrosciare delle piccole onde, il canto degli uccelli...



Mi piace l’idea dl pic-nic sull’erba fresca, selvaggia, umida, mi piace stare a piedi nudi e mi piace osservare i bei panorami.



E lago sia!

Per arrivare al lago Poma da Terrasini, bisogna prima arrivare a Partinico.
Partinico è grande ma di indicazioni nemmeno l’ombra, fortuna che noi siciliani siamo socievoli e disposti ad aiutare, così troviamo un buon uomo e gli chiediamo: “scusi sa dov’è il Lago Poma?”.
Le cose sono due, o il nome “Poma” c’è scritto nelle cartine, ma in realtà nessuno lo conosce, o forse noi abbiamo trovato l’unico uomo di Partinico che non conosca il Lago di Poma, di fatto ci risponde stupito: “Che???” , “quali lago???” “un ci nn’è”.
Allora sconvolti all’idea che il lago sia scomparso improvvisamente, ci riprendiamo e diciamo: “forse il lago di San Giuseppe Iato ?” ed il buonuomo: “ah cierto, aviti a ghiri grittu di da e poi da, e poi da, e poi da...” insomma una volta chiarito l’arcano, si sbraccia come una hostess che spiega le procedure di salvataggio e ci spiega contento come arrivare al lago.

E’ ormai tardi quando arriviamo e quindi decidiamo di entrare nell’area attrezzata per non girare ancora troppo cercando le altre stradine d’ingresso.

Non ci sono troppe persone, due famigliole appena arrivate, sembra tranquillo.



Ci allontaniamo dalle panche e dai tavoli e andiamo proprio in riva al lago, e come piace a me, stendiamo sul prato un copriletto vecchio (lo so, lo so non è il classico plaid da pic-nic, ma è ciò che ho trovato all’ultimo momento) e cominciamo a mangiare la pizza che avevo portato (lo so, non è certo il classico menù da pic-nic in stile palermitano doc, ma questo avevamo a disposizione).



Quando il relax è ormai completo, la pancia piena, lo sciame di api sembra averci finalmente abbandonati, dei bellissimi cavalli nitriscono in lontananza, le fronde di un albero si muovono lentamente, si sentono piano anche i risolini di alcuni bimbi che giocano allegramente, tutto è lieto, tutto è placido, sento la voce di Massimo che sussurra: “quasi quasi mi addormento” e....

improvvisamente si scatena l’inferno, un frastuono esplode improvviso, sembra un tuono, sembra, sembra, sembra.... ma cos’è???

Sono effetti da palermitani doc.

Infatti a pochi metri da noi c’è una famiglia palermitana doc, impossibile per me, pure palermitana, non riconoscere l’accento (e poi noi palermitani ci facciamo riconoscere... ovunque!), che ha pensato bene di impiantare uno stereo gigante, quelli tipici degli anni ’80- ’90 che si trovavano nei salotti buoni delle famiglie, quelli grandi con il mobiluccio nero e le antine di vetro (con i pomelli dorati), a cui però erano attaccate due casse tipiche da concerto di piazza (alte quasi un metro). Lo stereo per funzionare era ovviamente attaccato abusivamente a qualche palo elettrico, e manovrato da un omone a petto nudo con panza pelosa e prominente. L’omone alza di botto il volume, sembra una discoteca, escono note sublimi accompagnate da parole altrettanto poetiche tipo: “annacati, annacati” (dondolati, dondolati) di non so quale canzone meravigliosa, e poi note latino americane sparate a tutto volume. Gli ucellini scappano via, e anche le api sussultano, i bimbi ballano con movimenti sconnessi. Gli adulti invece rimangono come in catalessi, forse allietati dalla musica o obnubilati dai tremila decibel, o storditi dalla quantità di cibo ingerita, rimangono serafici al loro posto, sorridenti, soddisfatti del loro stereo e della bella giornata.

Ecco, adesso arrabbiata per quell’imposizione li guardo, li osservo, e vedo tutto quel favoloso patrimonio di palermitanità...

Ci sono i "picciriddi ca juocano" (bambini che giocano), urlano, sono almeno una decina, in pantaloncini o in mutande e canottiera tipo anni ’60, uno tira le pietre ai cavalli, uno ha la testa tutta fasciata, gli altri ballano, corrono e si “strummuliano” a terra (fanno capriole come trottole).
Pi ci sono le mamme in fuseaux fucsia e ciabattine con gli strass, che si muovono rapide e servono le pietanze ai tavoli, ci sono le giovincelle con pancia di fuori e frangetta, c’è la donna incinta (perchè qui la natalità è sempre in crescita), ci sono pure due nannò (nonne) sotto un ombrellone impiantato appositamente per loro (anche se tutta la zona è alberata),



e gli uomini, che splendore! C’è quello panciuto dello stereo, poi c’è quello secco secco che si occupa “dell’arrostitura”, poi ce ne sono altri di varie età, tutti mostrano il loro petto villoso con orgoglio, si allietano a giocare a carte, bere birra e addentare puntine di maiale, ali di pollo, sasizza (salsiccia), stigghiole e quant’altro con foga. La loro tavola è imbandita a festa, ci sono bibite di ogni tipo, wow c’è pure la spuma, hanno tante borse frigo contenenti di tutto, e arrostiscono alla brace qualunque genere di cibo (animale e vegetale), che ormai noi, oltre che dalla musica, siamo avvolti anche dal fumo e non vediamo più nulla (altro che nebbia in val padana).

A quel punto comincio a ridere perchè, come si fa a resistere a tutto ciò? E poi bisogna ammetterlo, a noi improvvisatori di pic-nic, è stata data una vera lezione di stile, di stile palermitano doc, primi nel mondo a saper organizzare le scampagnate in ogni dettaglio!

Ora le possibilità sono diverse, o andare dai cari vicini di lago, con tono risoluto e dire: “scusate, ma vi sembra corretto dover mettere la musica così alta e tralasciamo tutto il resto?”, oppure, per non risultare provocatori parlando troppo “tischi toschi” (in perfetto italiano), si potrebbe dire con accento siculo: “ma scusassi, ci pari giustu ca m'ha sientiri a so musica puru iu?”, oppure più concilianti e bonari: “scusate, vi dispiacerebbe abbassare solo di un pochino il volume, se non vi disturba troppo però...” e la risposta sarebbe sempre la stessa : “ma chi minc.... vuoi!!!!”.

Parlando a gesti (perchè la musica è così forte che non riusciamo nemmeno a sentirci tra noi due), decidiamo di andar via, volevamo il relax, ci manca solo una sciarra (lite) e siamo a posto...

Ma il lago è grande, il lago è bello, il lago nasconde sempre tante sorprese....

8 commenti:

Scarlett: ha detto...

credo che tutto il mondo e' paese..purtroppo la maleducazione regna sovrana..il lago e' bello,il copriletto pure..ma vuoi mettere il tipo col petto villoso???ahahah un sorriso aleggia in questo mondo così poco rispettoso....che pensa che tutto gli appartiene anche il silenzio e il fascino del lago..baci cara

Mirtilla ha detto...

eh si,ma che posti :)

sirio ha detto...

Alla faccia della ricercata tranquillità...
Se c'è un posto che per sua natura e il massimo del relax, questo è proprio il lago, ed io ne sono un appassionato.
Dalle foto ho visto che è un posto stupendo, solo per questo credo che l'esperienza sia stata positiva.
Ciao, un caro saluto!

fantasie ha detto...

All'inizio mi avevi quasi convinta a cercarlo 'sto lago Poma... io sono rimasta a casa per evitare tutto ciò e il pic nic l'abbiamo organizzato in terrazza... Ma dove si può andare la domenica????
P.s. Ma noi non siamo palermitane??? ;)))

amatamari© ha detto...

E' un post splendido ma manca almeno una foto del capo tribù - quello con la panza ed il petto villoso per intenderci...
:-)

Agave ha detto...

@Scarlett: in questi casi o si piange o si ride.... Bacioni palermitani!
@Mirtilla: a parte il racconto il posto è favoloso, da vedere!
@Sirio: è un bel lago, e per fortuna si possono trovare degli angoli più tranquilli, proprio a noi doveva capitare questa famigliola!
@Fantasie: cercalo, cercalo, perchè al di la dell'area attrezzata, dove in effetti si può incappare in queste cose ci sono molti angolini più tranquilli, certo il pic-nic sul balcone è il meglio che ci sia, ma da noi in terrazza il banchetto lo fanno pure le zanzare...ma quella è un altra storia...
@Amatamari:ah, sapessi, quel giorno mi sono disperata soprattutto per aver scordato la fotocamera, queste foto le avevo fatte l'anno scorso. Però ammetto di aver fotografato il capotribù e lo stereo con il cell.!!!

sogno93 ha detto...

il posto è adatto per godersi la solitudine ma si sa....qnd arrivano gli ALtri diventa tutto piu' difficile!!
Un abbraccio a tante carezzine al micione

Andrea Butticè ha detto...

Ma al lago Poma non scarica il depuratore?

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