martedì 13 gennaio 2009

Palermo, accoglienza ospitalità e ...

Visto che l’ospitalità siciliana è “il nostro stile di vita”, ecco un po’ di ironia e di “rivelazioni” su questo tema!

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I palermitani sono “noti al mondo” per la loro accoglienza e ospitalità.
Questo dono molto importante ha comunque le sue contraddizioni, offusca i pregiudizi nei confronti del diverso che purtroppo esistono anche nel palermitano e quindi va meglio raccontato.

Palermo è nella sue origini una città “multietnica” e i palermitani hanno nei loro geni l’arabo, il normanno, il francese, lo spagnolo, il piemontese etc. Basta vedere i suoi abitanti dotati di tratti somatici tanto contrastanti fra loro. Gente alta e dagli occhi cerulei, altra dalla pelle olivastra, altra con capelli nerissimi e pelle bianchissima, etc, frutto delle diverse colonizzazioni succedutesi nei secoli. Insomma pur esistendo il palermitano d.o.c. (e già è quanto dire), fortunatamente non esiste il palermitano “puro”, anzi il palermitano d.o.c. è proprio il frutto di un mischiarsi di diverse culture, che in una strana alchimia, hanno creato “un essere” che ama mangiare il panino con la milza, creare traffico in automobile, e che è convinto di essere l’abitante della città più bella del mondo.

Forse è anche per questa storia, che fa parte di un “bagaglio inconscio del palermitano”, forse per l’impronta lasciata da Federico II, imperatore noto per aver mantenuto alla sua corte “menti” e “collaboratori” di diverse etnie da cui era fortemente influenzato, che hanno contribuito a rendere così bella e fascinosa la nostra città (certo è meno noto per essere un sanguinario uccisore di donne, ma questa è una caratteristica che non ha differenziazioni etniche), comunque sarà per questo che i palermitani sono molto aperti nei confronti degli stranieri e dei propri ospiti, che amano accogliere e ricevere con ogni possibile cerimonia, servire come fossero dei re, coccolare e sostenere come fossero dei bebè, riempire di cibo fino a farli scoppiare.

In tutte “le migliori famiglie palermitane” si ricorderà il trambusto creatosi per l’attesa di ospiti stranieri, magari un parente emigrato in Americazuela (è così che si definisce l’america latina in genere), o gli amici di un figlio andato “dà fuora” (all’estero) a studiare. O anche semplicemente un conoscente che proviene dal nord del continente, indistintamente detto “u milanesi” (il milanese).

In questi casi si fa la spesa come quella prenatalizia, gli si offre la camera matrimoniale sfoderando le lenzuola di lino ricamate della “dote”, nuove, nuove perchè tutti le devono avere, ma nessuno le usa mai “perchè sono difficili da stirare, i ricami danno fastidio, meglio quelle del mercatino”.
E poi lo si porta a mangiare fuori, a Sferracavalo per il pesce, a Mondello per i frutti di mare e pane e panelle, a Piana degli Albanesi perchè “come fanno il cannolo lì...”, e poi il panino con la milza non può mancare, e la caponatina della nonna, e le arancine da Ganci..., insomma questo amico andrà via con dieci chili (in due giorni) in più, amato come mai in tutta la sua vita, con i segnali dei ricami delle federe tatuati nel viso, con il bisogno di una dieta purificatrice, ma con la voglia irrefrenabile di ritornare ancora in Sicilia.

Noi ricordiamo una nostra “ospite svizzera” venuta a Palermo in vacanza da sola, un giorno tornò a casa stranita ma felice. Per il forte caldo mentre passeggiava in città, ebbe un giramento di testa e si poggiò un attimo su una parete di un palazzo, nel giro di pochi secondi, aveva una folla di gente intorno, chi con una sedia, chi con acqua , chi dotato di succo di frutta, e voci intorno che chiedevano “signorina come stare? Volere acqua?”, perchè si sa, agli stranieri bisogna parlare all’infinito...

Questo però è bene specificarlo, avviene con i turisti, gli emiri dotati di multimiliardario panfilo, gli amici di passaggio. In questi casi si tira fuori l’amore per le diversità, l’amore per la comunicazione (soprattutto quella gestuale, l’inglese non lo parla nessuno perchè non serve “ai palermitani li capiscono tutti, perchè sanno parlare con le mani”), ma anche ammettiamolo uno spirito un po’ “suddito”, in fondo gli stranieri storicamente erano sempre dei dominatori... (e i “capi” indigeni non si dovevano coccolare ma piuttosto temere...).

Se però si comincia a “minacciare” un trasferimento nella città più bella del mondo, le cose cominciano a cambiare... Lì inizia il sospetto, la diffidenza, ma in un modo un po’ particolare, non troppo diretto. Lo straniero è visto sempre come un bambino da guidare, viene chiamato “amico”, ma viene guardato dall’alto in basso come dire “anzi ringrazia che si aiutiamo...”, ma di queste contraddizioni ne parlerò alla prossima puntata.

6 commenti:

angel ha detto...

Ora capisco perché mi piace tanto la gente di Sicilia.
Perché si assomigliano moltissimi a noi brasiliani. Anche noi abbiamo una mescola culturale ... siamo oriundi di tanti altri civilizazione .I brasiliani sono conosciuti in tutto il mondo per la sua diversitá etnica e per i modo come riceve un opite.
Qui faciamo esatamente come voi: a gli ospiti quello lenzuolo piú bello e pulito, il megliore da mangiare... ecco... ora so perché mi piace la Sicilia.
È un povo alegro, che ha sempre un bel sorriso nelle labra, si capisce piú facilmente quello che parlano perché parlano con il cuore e con le mani.
Un grande bacio a voi palermitani e siciliani.
Angel

UIFPW08 ha detto...

Evelin ti ringrazio di cuore per la visita, la tua gentilizza non ha confini, sono davvero onorato dell'amicizia che mi doni.
Grazie ancora.
Prima o poi verrò sicuramente a troverVi
Un bacio
Maurizio

UIFPW08 ha detto...

Evelin scusami ho visto i tuoi quadri, sono rimasto sinceramente basito..ma sei davvero brava.. min..sono davvero di ottima fattura complimenti davvero.Spero di poterli vedere..
Ciao

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Come dire il turista è come il pesce: dopo tre giorni... quindi non può certo metter radici LOL!

Scherzavo!!!!

Io sono stato a Palermo qualche anno fa a presentare il mio libro nel 2005 ed ho amato gente e luogo anche se li ho potuti gustare solo per pochissimo.

Agave ha detto...

Ciao Angel, credo sia vero, ci somigliamo! Un grosso bacio a te e tutto il Brasile!

Caro Maurizio, sono onorata io dalle parole che dici, chissà magari un giorno vedrai i miei quadri dal vivo! Sarebbe un vero piacere!

Caro rockpoeta quando presenterai un tuo nuovo libro qui a Palermo noi ci saremo sicuramente!!!

ZIA VITTORIA ha detto...

CARA EVELYN,è TUTTO VERO SU QUELLO CHE DICI CIRCA L'OSPITALITA' DEI PALERMITANI DATA AI (FORESTIERI).MA LASCIAMELO DIRE ,è L'UNICA COSA GENTILE CHE SAPPIAMO FARE(PER CHI LA SA DARE),SPERIAMO CHE COL TEMPO NON SI PERDA QUESTA MANIERA NOBILE CHE CI DISTINGUE. MA CHI CI BATTE SONO I MESSICANI ,TI ACCOLGONO DAVANTI LA PORTA CON UN SORRISO SMAGLIANTE E TI DICONO "MI CASA, ES TU CASA"NOI NON ARRIVIAMO A QUESTO!!!!!!

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