lunedì 4 gennaio 2010

Feste, cibo e Beati Paoli

Le Feste sono già quasi tutte passate, manca solo l’Epifania, ma cercherò di far finta di dimenticarmela (per evitare di festeggiare anche quella e di mangiare ancora).

A Palermo queste festività sono trascorse nel caldo estivo (20/25 gradi), non siamo certo abituati al Natale con la neve, ma il Natale in maniche corte è davvero una strana novità.


Adesso passate le feste è tornato anche il freddo, il caos per strada è leggermente diminuito, ma comincia già l’impazzimento per i SALDI. E’ proprio impossibile non avere traffico a Palermo.

Le mie feste hanno avuto come leit motiv il cibo ed i Beati Paoli.

Per quanto riguarda il cibo, mi sono riempita di un mix di piatti tipicamente palermitani, alternati ad altri di differenti origini.

Non potevano di certo mancare i nostrani anelletti al forno, cucinati da mia zia che però è tedesca!!! Un tocco di caponata di melanzane,


olive con l’accia (sedano), grattò di patate, cardoni fritti in pastella (preparati da mia nonna per il suo 64° anniversario di nozze), pasta con salsiccia e broccoli arriminati (cucinati da me), involtini di carne. I dolci tutti esclusivamente palermitani, dai cannoli,


alla cassata, ai pasticcini,
ai buccellati, alla cubarda.



Altri piatti sempre siciliani, ma non palermitani, la pasta con il sugo di carne e il rollò di carne.



E poi per essere un po’ “internazionali”, l’insalata russa (anche se di russo ha molto poco) che a Natale da noi non manca mai,


e per essere classici, i miei cannelloni (perchè malgrado tutto non cucino solo le spinacine surgelate)


e le lenticchie (ma per trasgredire un po’ ho inserito i wurstel al posto del cotechino).

Ed altro, altro ancora, così da non aver più spazio per nuove pietanze.

Secondo elemento fondamentale di questo mio periodo, dicevo, i Beati Paoli.



Ho ricevuto da Massimo il famoso libro di Natoli, come regalo di Natale e l’ho concluso per Capodanno. Si può dunque immaginare la mia totale immersione nella Palermo del 1700.

Dotata di mappa della città, ho divorato questo libro immaginando i luoghi e i modi in cui si svolgevano certi misteri, ho rivisto le strade anche allora coperte di rifiuti e sporcizia, i mendicanti maltrattati dai nobili, la gente disperata per la miseria, le donne fustigate dalla Santa Inquisizione del Palazzo Steri perchè ritenute streghe. Tutto ciò contrastare aspramente con la ricca e decadente nobiltà, con le carrozze e le sedie volanti (le portantine),


i palazzi sfavillanti, le feste lussuose alla corte dei re.

E mentre il susseguirsi di guerre, le invasioni, i diversi conquistatori alternarsi a colpi di fucile (ma il Gattopardo insegna che in Sicilia "tutto cambia, perchè tutto rimanga uguale").

I potenti, sempre nemici della gente comune, che però era così poco propensa ad essere protagonista, intenta per lo più ad adulare la nobiltà e a lasciarsi vivere, nella speranza che fosse sempre qualcun altro a decidere le proprie sorti, e così l’affermarsi di una setta segreta, i Beati Paoli. Giustizieri o sicari? Difensori del popolo o oppressori? La storia ci dice poco, la legenda ed il Natoli li dipingono come degli eroi.

Secondo me però chi usa gli stessi metodi dei potenti, ovvero il terrore, la morte, l’ombra, il silenzio, chi pretende di decidere per un popolo intero, mai può essere considerato portatore di libertà e di un futuro migliore, infatti anche in questo caso la storia lo ha dimostrato, mai i fini giustificano i mezzi, i fini devono già vivere nei mezzi.

Abbiamo così fatto una nuova passeggiata dentro il mercato del capo, dove i Beati Paoli avevano la loro “roccaforte”, cercando di rubare all’aria che respiravamo, i segreti di quei passati misteri.

Ho scoperto anche che mio nonno, poco dopo la guerra, aveva vissuto proprio nel vicolo degli Orfani, dove c’è ancora l’ingresso in una grotta dove la setta si riuniva, peccato che mio nonno non ci sia più, mi sarebbe piaciuto parlarne con lui, mi manca molto il mio pittore preferito...
Insomma questo libro dice tanto, tanto sulla mia città, si comprende molto il suo passato ed anche il suo presente. Spero di poter scriverne di più, questa è solo una piccola sintesi, spero di carpire qualcosa dall’altro mio nonno originario del Capo, che però non ha più tanta memoria. Spero di fare qualche scoperta in questi luoghi della mia città, o magari qualche fotografia.

La mia città non smette mai di sorprendermi.

p.s. spero anche di scrivere alcune ricette dei cibi cucinati o gustati in questo periodo

18 commenti:

sirio ha detto...

Che ignorantone, dei dolci siciliani conoscevo solo i cannoli e la cassata...
Forse sono i più universali, sta di fatto che sono buonissimi!
Non sapevo nulla dei Beati Paoli, storicamente parlando: E' stata una scoperta.
Ciao Evelin, buona serata.

JAJO ha detto...

Ciao Evelin.. non mi dire che anche i wurstel hanno origini arabe hehehehehe
Che bello questo libro: adoro i libri che ci fanno scoprire un po' di segreti della nostra città e ce la fanno vedere con altri occhi...
Anche a me manca un po' mio nonno, il mio pittore preferito (anche lui amava Roma, pur essendo marchigiano, tanto da averla "immortalata" in tante sue tele.
Un bacione e buon anno ancora !
P.s.: Per le ricette... ci conto !! :-D

germana ha detto...

Bellissimi e buonissimi questi piatti della tradizione!!!
Il libro poi deve essere affascinante, perché anch'io adoro questo genere "misterioso" che ti fa riscoprire le credenze popolari.
Mi ricorda un po' La Carrozza di rame di Sgorlon.
Buon anno Evelin
un bacione

Claudia ha detto...

Ma vaaaa 25 gradi a Natale è davvero cosa insolita!!!! Quanti bei piatti.. ma i dolci.. i cannoli.. che passione!!! Il libro deve essere davvero molto interessante.. Un bacione cara.. tanti auguri per un ottimo 2010!!!!!
ah dimenticavo!!! buona epifania :-)

Agave ha detto...

@Sirio: i cannoli e la cassata sono i più famosi in assoluto, prossimamente posterò la ricetta della cubarda, che è quel croccantino buonissimo ma di certo molto meno elaborato. Il libro è davvero bello, soprattutto per come racconta la città!
Ciao!!!
@Jajo: sai che ci ho pensato?!? Vorrei vedere i quadri "romani" del "tuo pittore preferito", io, di mio nonno, ho in casa solo un quadro, un disegno ed una nave (modellino), ricordo il suo "laboratorio", gli odori emanati dalla pittura, dalle sue interminabili sigarette, le arancine che mi comprava dopo la scuola, quando ero piccola...
P.s. Vedrai di certo altre ricette di origine araba!!!
@Germana: grazie per il suggerimento, conosco, ma poco, Sgorlon, leggerò il libro, mi piace questo genere! Un bacione
@Claudia: ciao! Giuro, c'era un caldo afoso, vento di scirocco, stranissimo...Un bacione ed una buona epifania, che da voi si festeggia moltissimo, da noi poco. E da domani inizia il conto alla rovescia verso la Pasqua!!! :)

upupa ha detto...

CIAO EVELIN....MAMMA CHE PIATTI!!!!!!!!!!!!
qUASI QUASI MI VIENE "FAME"!!!!!!!

la signora in rosso ha detto...

per fortuna è arrivata l'epifania che tutte le feste porta via..... sarò ingrassata , in questi giorni, di cinque kili.... certo che anche in Sicilia non scherzate!!!

Geillis ha detto...

I beati Paoli!!! Io ho adorato L'amaro caso della Baronessa di Carini, quanto mi piacevano gli incappucciati nei sotterranei
:-)

Per quanto riguarda i dolci, non saprei cosa scegliere, anche se i cannoli sono strepitosi...come adoro i dolci siciliani!!!
Prima o poi ti vengo a trovare, promesso, così assaggio tutto il resto

unika ha detto...

quante delizie avete mangiato...che buoni gli anelletti al forno...li ho fatti anche io un paio di mesi fa....eccezionale...:-) quel cannolo è una vera goduria...un bacione
Annamaria

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Quel vassoio di "paste" é da urlo!!!!
Auguri per il 2010

iana ha detto...

sui beati paoli penso di essere un pò ignorante ma per quanto riguarda il natale siciliano... è la fine del mondo, l'ho vissuto una volta e lo rifarei altre 1000! Baci!

amatamari© ha detto...

Se riuscissimo ad abbandonare il campanilismo imperante - abilmente utilizzato politicamente - potremmo renderci conto di quanto è bella e ricca e varia l'Italia tutta: di questo ti ringrazio, della possibilità che ci offri di scoprire la tua terra attraverso i luoghi, gli incontri, la cultura, la tradizione culinaria...
Bellissimo post (e per fortuna l'ho letto a pancia piena!)
:-)

Agave ha detto...

@Upupa: ciao!!! a rivederli anche a me, ma sto tentando la dieta, impresa impossibile...
@Signora in rosso: i chili non si contano più... qui purtroppo non scherziamo affatto!!!
@Geillis: prossimamente leggerò la baronessa di Carini...! I cannoli sono tra i miei preferiti! Preparati a una bella scorpacciata di dolci!
@Unika: tra Natale e Capodanno sempre a mangiare, anche perchè oltre le feste, in questo periodo c'è pure l'anniversario di matrimonio dei miei nonni ed il compleanno di mio nonno, sono strapiena!
@Rockpoeta: erano davvero buoni, potrei quasi dire di averne mangiato uno per ogni tipo...
@Iana: il libro è bello, lo consiglio, non tanto per la storia in sè ma per conoscere in modo diverso Palermo. Devo dire che fuori dalla Sicilia (e ancor di più da Palermo), non è poi così tanto noto, mentre qui è un vero mito, soprattutto perchè nel passato usciva a puntate in appendice al Giornale di Sicilia.
@Amatamari: condivido sempre le tue parole! Io non sopporto il campanilismo o il nazionalismo usati da certa politica, con la scusa della difesa della propria identità, per scatenare i più brutti disvalori come il razzismo e la chiusura verso l'altro. Mi sono sempre ritenuta internazionalista e poco portata verso le tradizioni... Però l'interesse per la mia isola, per le sue tradizioni, la cucina, la sua cultura (incultura) mi hanno sempre affascinata, anche e in alcuni casi in modo critico, mi piace conoscerne la storia forse per immaginare un futuro migliore. Chissà magari un giorno scriverò un post su questo... Grazie ancora!
Evelin

Rosa ha detto...

I Beati Paoli era il libro preferito di mio nonno paterno. Lo sapeva quasi a memoria. Mi hai fatto ricordare il periodo del terremoto del '68. Noi tutti riuniti in un'antica casa di campagna dove eravamo scappati e lui che ci raccontava I Beati Paoli alla luce del lume a petrolio. Che ricordi...avevo solo otto anni.
Grazie per avermi fatto salire sulla macchina del tempo.
Ti abbraccio,
Rosa

vincent ha detto...

Il tuo blog ha attirato la nostra attenzione per la qualita delle sue ricette.
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Vincent
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Agave ha detto...

@Rosa: carissima, grazie a te per questo bellissimo commento!

GIANCARLO ha detto...

Ciao Evelyn!
é da un po' che penso di comprare il libro dei Beati Paoli, ma dopo aver letto il tuo emozionante raccnto è diventato un bisogno urgente, infatti ho appena ordinato una copia alla mia libraia!
Un bacio affettuoo a te e a Massimo!
Palermo è meravigliosa ma quando la racconti tu è ancora più affascinante!
Ciao Laura Nicolosi

Anonimo ha detto...

I beati paoli è un bellissimo romanzo, bisogna leggere anche Coriolano della Floresta dello stesso scrittore e stesso editore. Coriolano, nel romanzo, non è altro che il capo dei beati paoli.

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