sabato 23 gennaio 2010

La frittata arrotolata, anche detta frocia.




Ci sono dei cibi che restano impressi non solo per il gusto, ma soprattutto per il profumo che emanano, e ci sono degli odori che rimangono impressi nella memoria, e che solo a respirarne gli effluvi, fanno riaffiorare delle immagini e dei ricordi.
Mi capita di associare un profumo ad un luogo, ad una persona, a un periodo della vita. Così il borotalco “mentolato” mi fa pensare all’infanzia (a quattro anni l’ho pure bevuto sciolto in acqua, riempiendomi subito di orticaria e creando terrore in mia madre, ma quel profumo di menta mi aveva attratta irresistibilmente), l’odore di lievito e frittura mi fa subito venire in mente i miei nonni paterni con le loro mitiche pastelle, l’odore di caffè, sigarette e vernice, mi ricorda il mio nonno pittore, insieme al profumo di zagara che non può che rammentarmi l’altra mia nonna, un profumo aspro e dolce allo stesso tempo, che mi parla di capelli soffici, ricci e bianchissimi, di un sorriso dolce, una voce che narra favole. Loro due da tempo non ci sono più, ma quegli odori rievocano immagini, magari sfocate dal tempo, ma sempre cariche di sentimenti.

Tra gli odori emanati da cibo, quello che più mi ricorda l’infanzia, i momenti di gioia, il divertimento è il meraviglioso profumo della frittata. Un odore che si diffonde in una casa con calore, provocando sempre felicità oltre che la così detta “acquolina in bocca”.



La frittata nasce come cibo povero, presente in tutta Italia con varianti diverse, mantenendo sempre la sua base di uova battute. Mangiata dai lavoratori (braccianti, muratori, etc) che potevano portarla facilmente con sè . La frittata è però anche perfetta per le gite o i viaggi in treno.

Dalla Sicilia prendere il treno per andare “in Italia”, è sempre una vera fatica, non solo tanti anni fa quando i nostri avi emigranti partivano con valigie di cartone e scatoloni contenenti formaggi, salumi, olio, limoni, pane di casa, etc, ma in modo diverso anche adesso (di certo facilitati dai migliori agi di cui disponiamo in questi tempi) ma avviliti comunque da treni sporchi, rotti e sempre portatori di ritardo. La cosa che però da allegria durante i lunghissimi viaggi (di 16, 20 ore) verso il continente, è il momento in cui si prende il proprio desiderato panino con frittata, unto, tiepido, avvolto in tovaglioli di carta, profumato.

Per un periodo ho viaggiato spesso da sola in questi treni, portando dei più “puliti” panini col prosciutto, pensando così di evitare di ungermi di olio le mani, dover poi usare quei terribili bagni etc. Devo però ammettere di aver provato una certa invidia nel vedere addentare dei bei panini farciti con frittata, da ragazzini e mamme vicini di cuccetta. Il caso, che spesso vanifica i propri propositi, vuole però che le signore siciliane in viaggio siano sempre gentili e anche insistenti, quindi un panino con frittata mi è quasi sempre stato gentilmente offerto, ed io ho accettato, direi proprio “che erano offerte che non si potevano rifiutare”.

Treni a parte, ho una piccola chicca riguardante la frittata in Sicilia. Ma ammetto che sono molto restia a raccontarla, soprattutto dopo tutto il mio preludio romantico sugli odori, e soprattutto perchè la frittata è così buona... però come una cronista seria, devo raccontare la verità, senza sconti (magari qualcuno, so che capirete), e allora vado avanti!
La frittata noi siciliani la chiamiamo frocia, o froscia . Mi domandavo il perchè, allora ho cominciato una delle mie infinite ricerche, continuando a chiedere tra me e me: “deriverà dall’arabo, dal francese, dallo spagnolo, e qual’è il significato?”. Ecco, avrei preferito non trovare risposta, ma l’ho trovata... Va bene, lo dico, la frocia era quello “sterco” più morbido che tendeva ad allargarsi... l’origine del termine è dovuta ai solitamente raffinati francesi... come avranno pensato a un simile paragone?

Ora per dimenticare tutto questo, posso dire che la frittata è un cibo che lascia spazio alla fantasia, si possono usare vari ingredienti, si può fare la mitica frittata di patate o di cipolle, o anche la frittata di pasta, aggiungere ciò che si vuole, ma niente da invidiare ha la semplice e autentica frocia
preparata semplicemente con uova, formaggio grattugiato, pangrattato e tanto prezzemolo.

La frittata può anche avere diverse forme, dalle frittelle, a quella grande e tonda, alla mitica frocia arrotolata, che la mia cara nonna che profumava sempre di zagara, preparava con grande maestria e precisione. C’è una mia zia che la trasforma in un vero meraviglioso timballo, perchè mentre la arrotola va aggiungendo prosciutto e formaggio filante.



Io non sono bravissima in questa operazione di arrotolamento, si vede anche dalle foto, e ancor di più è difficile spiegare la tecnica a parole, ci proverò.



Battere in un piatto fondo 4 uova, 4 cucchiai circa di formaggio grattugiato e 3 cucchiai di pangrattato, sale, pepe e abbondante prezzemolo tritato. Ungere con olio evo una padella antiaderente (c’è chi usa maggiore quantità di olio, ma siamo in periodo post feste...), quando è calda, versare il composto e allargarlo, a questo punto partendo dalla parte più vicina a noi, con due forchette, si comincerà a spingere indietro la parte più molle e ripiegare su se stessa (verso l’interno) la parte già cotta, e così via fino alla fine (se si vuole si può inserire del formaggio che fila o altro), facendolo si capisce meglio. Quando tutta la frittata è arrotolata si fa riscaldare da tutti i lati e poi si potrà anche tagliare a fette.

19 commenti:

Scarlett: ha detto...

non conoscevo il termine della ''frittata'' noi a catania la chiamiamo''pesce uovo''non so il perche'...pero' so solo che e' di una bonta'...arrotolata cosi' come la fa la tua nonna,non e' una nostra usanza..pero' mi piace tanto..quindi la provero' presto,anche perche' arrotolata e tagliata a fette,in un bel tavolo da buffet puo' essere servita' insieme ad altre piccole leccornie tutte nostre,tipo olive,salame,pecorino..ect ect brava come sempre hai unita' sapori e tradizioni...baci e buona domenica

Fra ha detto...

Ciao Agave, ma che bei ricordi che mi hai fatto tornare in mente. Quando ero ragazzina tutte le estati con il circolo del tennis si organizzava una trasferta di una settimana a taormina, per allennarsi con una famosa allenatrice del posto. I soldi erano pochi e così si partiva da bologna in treno. Un vero viaggio della speranza, e ricordo molto bene quei panini mangiati durante la notte! Però non conoscevo assolutamente questa versione arrotolata della frittata, anche se io ne vado pazza! La proverò sicuramente perchè ha un aspetto davvero invitante!
Bacioni e buona domenica
fra

manuela e silvia ha detto...

Ciao! noi non siamo amanti della frittata, ma farcita con qualcosa di filante...piace molto anch e a noi!
ottima questa versione in rotolo!!
baci baci

Mammazan ha detto...

Tenerissimo i tuoi ricordi legati ai profumi e agli odori caratteristici a cui associ i tuoi cari e ancora più struggenti per quelli legati coloro che non ci sono più.....
Ho letto con piacere il tuo bel post in cui fai emergere una parte privata che ti riguarda che hai la grazia di condividere con noi e poi anche la ricerca filologica delle parole (spero di non avere sbagliato termine)
Bella anche la "frocia" che hai invece realizzato veramente bene.
La frittata semplice o farcita, facile o complessa è veramente un jolly nella cucina... credo di ogni paese
Un bacio e buon we

Agave ha detto...

@Scarlett: ciao, sai questa cosa del pesce uovo l'avevo sentita dire se non sbaglio a Carmen Consoli in una intervista, mi incuriosisce molto! Arrotolata e affettata è molto carina! Buona domenica!
@Fra: wow, Bologna-Siracusa è una bella prova di coraggio! Provala arrotolata, la prima volta magari viene difficile, ma poi si capisce il metodo!
@Manu e Silvia: io ho messo un pò di sottiletta, l'effetto è veramente piacevole!
@Mammazan: grazie! è difficile parlare di alcuni sentimenti, di tanto in tanto ci provo...La frittata è la prima cosa che ho cominciato a cucinare (non arrotolata però), è un mito e un Jolly!

stella ha detto...

Sembra una rolata di carne...come fai?
Buona domenica!

Antonella ha detto...

Oddio Eveline...la frittata così arrotolata e con il prezzemolo, me la faceva sempre mia nonna...che magone :**
Un bacio e buona domenica.

sirio ha detto...

Evelin, ci hai proposto una gustosissima " bomba energetica", che ogni tanto ci vuole!
Viaggi lunghi in treno ne ho fatti...ma di "profumi" ne ho sentiti altri purtroppo, a far da cornice...e non mi è nuovo quanto affermi sulle nostre ferrovie.

Ciao, buona domenica!

iana ha detto...

nooo! Troppo figo, io conoscevo solo le frittatine arrotolate giapponesi... e invece esistono pure qui da noi, incredibile eh?!

chabb ha detto...

Bello il tuo post, pieno di ricordi, è vero sai certi cibi ti riportano di colpo indietro nel tempo, io a volte mi ci perdo in certi odori ed è come se vivessi ancora certi momenti.
Complimenti per il tuo piatto.
Sandra

fantasie ha detto...

Evelin, riesci sempre ad aggiungere qualcosa alla mia conoscenza... addirittura dal francese... e meno male che nessuno se ne ricorda più... anche se credo che nonostante tutto chiunque riuscirebbe a mangiare una tale squisitezza...
Baci
Stefania

Claudia ha detto...

Quando ho letto alla "frocia" mi son letteralmente sbragata dalle risate.. ahahahaahahahahaha Deve essere ottimo sto rollè di frittata!! molto gustoso soprattutto! baci e buon lunedì :-D

Lefrancbuveur ha detto...

looks so good...

la cucina di qb ha detto...

Ottima questa frittata arrotolata. Da provare subito!

Antonella ha detto...

Evelin ho appena fatto la frocia!:DDD
ahahah... certo che detta così non suona proprio bene, però ne ho già assaggiato un pezzetto e la sto tagliando per portarla a tavola....
Mi sembra di tornare indietro nel tempo....grazie!
un bacione e buona serata

katty ha detto...

bello questo rotolo di frittata!! non sapevo che aveva un nome così particolare!! davvero divertente!! baci e buona notte!

amatamari© ha detto...

Ho letto tre volte le indicazioni per come arrotolarla e domani provo - basta che non mi rotoli sul pavimento ah ah -
Grazie per queste tue ricette, così vicine ai miei gusti slurp!

Agave ha detto...

@Stella: io l'ho fatta arrotolata solo due volte, non è difficilissimo...però l'ho vista fare tante volte!
@Antonella: che bello anche la tua nonna, e sono felice che l'hai fatta, che soddisfazione!!!
@Sirio: di "odori" sui treni ne ho sentiti anche io, però cercavo di concentrarmi su cose più gradevoli...
@iana: non sapevo che i giapponesi le arrotolassero! Ho visto la ricetta sul tuo blog!
@chabb: grazie!!!
@Stefania: malgrado il francesismo non si può proprio non mangiare
@Claudia: incredibile vero? Però è buona!
@Enrico: Yes!
@qb: provala!!!
@Katty: ciao, baci
@Amatamari: fammi sapere, se la prima volta viene un pò complicato, non demordere!!! Dopo qualche tentativo diventa più facile, e poi se ci sono riuscita io...!!!

JAJO ha detto...

I ricordi legati a dei profumi sono ancora più belli da provare: un godimento doppio !
Peccato: avrei preferito un'origine araba, soprattutto del termine hahahahaha
Ti chiarisco anche il commento di Claudia: a Roma le "froce" sono...... le narici !!! ^_^

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