lunedì 26 gennaio 2009

Strani mestieri: "l’arriffaturi"

Leggendo un libro sugli antichi mestieri di strada siciliani, acquistato in una delle bancarelle di Via Libertà, mi è ritornato in mente una particolare attività commerciale di antiche origini, ma tuttora esistente, che mi ha sempre affascinata, quella dell’arriffaturi.

Bisogna partire da una considerazione, a Palermo c’è tanta disoccupazione, in realtà però ciò che manca non è il lavoro, ma... gli stipendi e la “messa in regola”.

I siciliani sono spesso stati accusati di “lagnusia” (pigrizia), in realtà a parte uno stile di vita un po’ più “lento” del normale e una innata stanchezza (ricorderete Ficarra e Picone in “Nati stanchi”), dovuta forse al clima un po’ caldo che stimola un necessario bisogno di siesta, una gran voglia di mare e “scampagnate”, e il culto per il Bar, i siciliani in realtà hanno grande attitudine al lavoro (lo hanno dimostrato anche emigrando e svolgendo lavori umili, ma anche di grande professionalità) ed anche una particolare creatività nell’inventare strani mestieri.

Uno di questi è l’arriffaturi, in italiano, sorteggiatore. Si tratta di un uomo che organizza una personale lotteria, spesso dotato di lapino (moto ape).

Qui urge una parentesi dedicata a questo mezzo di trasporto che è uno dei più amati e usati dai palermitani d.o.c.

Il lapino o “a lapa” vieneo usato per svolgere mestieri di vario genere, lo usa il panellaro dotandolo di fornello a gas e padellone, lo usa appunto l’arriffaturi, tenendo spesso lo sportello aperto, lo usa il raccoglitore di ferro e quello di cartone e soprattutto lo usano i traslocatori, che come fossero tutti organizzati in un franchising, appongono sulla parte superiore della loro lapa, un cartellino con su scritta (con pennarello rosso o blu), una frase che nella sua sinteticità esprime tutto: “sbarazzo magazzini” (svuoto e riordino magazzini).
La moto ape in più si può adattare anche per i momenti di svago, utile per trasportare la famiglia a mare e tutto il necessario per l’occasione (“muluni”-anguria-, teglia di pasta al forno, ombrelloni, tenda da campeggio per il cambio costume, tavolini e sedia a sdraio per la nonna) o anche usata come “podio” per osservare un po’ rialzati i giochi di fuoco, magari mangiando babbaluci (lumachine con aglio e oglio), durante il Festino di Santa Rosalia.

Ma torniamo ora all’arriffaturi. Questo è un mestiere che un po’ come quello del notaio o del farmacista, si tramanda di padre in figlio, diciamo che esiste anche “la Casta” degli arriffaturi.
Nel loro quartiere giornalmente, vendono dei bigliettini numerati a tutti i negozianti e agli avventori. Successivamente, perché è importante svolgere il tutto “alla luce del sole”, fanno estrarre ad un bambino appositamente bendato, il numero vincente. La somma o la merce precedentemente stabilita, viene data a chi è dotato del numero vincente (una percentuale ovviamente rimane all’arriffaturi).

L’uso della motoape si attua nelle diverse fasi in cui si svolge questo mestiere: prima fase, l’arriffaturi si va spostando per le vie del quartiere tenendo lo sportello aperto e un piede penzolante e con un megafono in mano urla “accattativi i nummari, accattativi i nummari!!!” (comprate i biglietti numerati) ed elencando spesso la merce in palio “Vinci tre chila i sasizza, un muluni etc” (potresti vincere tre chili di salsiccia e un’anguria”). Seconda fase, ferma la moto ape e sceglie il bambino che estrarrà il numero. Di nuovo col megafono urla “tira u nummaru u figghiu ru carnizzieri” (estrarrà il numero il figlio del macellaio”). Terza fase, gira per il quartiere annunciando il numero “nisciu u treccientocinquantaquattru, cu l’aviiii?” (è stato estratto il numero 354, chi lo possiede?). Quarta fase, dopo aver dato il premio al vincitore, per non destare sospetti riguardo la propria onestà, gira nuovamente per le vie del quartiere urlando al megafono il nome del vincitore “u pigghiò a signora Maria!!!” (ha vinto la signora Maria).

Certo, non sarà un lavoro del tutto legale, ma bisogna riconoscerne la grande originalità! Altro che il Bingo!

15 commenti:

unika ha detto...

Grazie di cuore...un bacio grande
Annamaria

germana ha detto...

Troppo forte questo post, rivela proprio l'inventiva di voi siciliani..
Ben vengano i "mestieri inventati" se onesti come questo.
PS: La moto Ape viene usata anche da noi per svuotare le cantine, i solai ecc..
un bacione

Mirtilla ha detto...

possibbile mai che debba sbellicarmi ad ogni post?!!!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Grande mezzo l'Ape lo ricordo bene :-)))

UIFPW08 ha detto...

Evelin meno male che ci sei tu..
unica, eccezionale, palermitana,bravissima.

angel ha detto...

Sai, Evelin, in Brasile abbiamo un giocco moltissimo conosciuto delle persone, peró illegale. Si chiama "Jogo do bicho".
In questo giocco ognuno fa apposta in nome di uno animale.
Ogni animale cè un número diverso. L'apposta si fa verbalmente e la comprovazione é fatta solo in un pezzetino di foglia di carta.
Bene, il risultato é lo stesso della loteria federale, si usa lo stesso número.
Quello che riesce vincere riceve il premio, senza problema.
È illegale, ma si puó dire che quello che banca il giocco è onesto con tutti l'apostatore.
Mai ha avuto qualche incidente.
Scusami perché non conosco tante parole del tuo idioma e devo uccidere di rabbia tutti i gramatici...
Abbraccio
Angel

Sabatino Di Giuliano ha detto...

E' arrivato l'arrotino...
oppure
Materassi, materassi a molle...
e ancora
Patate patate, patate e cipolla...
per non dire
Ghiaccioooo....
Questo e' quello che ha ascoltato le mie orecchie
Ora mi racconti dell'Ape dell'arriffaturi.
Geniale

Grazie per le belle parole di ierisera,
Un abbraccio a te Evelin
Saba

Elena ha detto...

Ricordo ancora quando lavoravo alla biblioteca comunale, che si trova dentro Ballarò, quando l'arriffatore girava mercato mercato con una bancarella ambulante piena di carne, salsiccia e frattaglie....troppo forte!

Anna ha detto...

Quando arrivo da te, ho la sensazione di entrare in una di quelle grandi camere dei vostri palazzi antichi, e di sedermi accanto alla finestra con le imposte socchiuse per il sole, di prendermi una granita e di mettermi ad ascoltare. Parli di una realtà che appare scomparsa, ma che, evidentemente, non lo è. La tua Palermo mi affascina come quella "vera" che tocco con mano.
Grazie per l'ospitalità.

Agave ha detto...

Ciao a tutti! Quanti bei commenti, vi ringrazio perchè mi riempite di gioia.
Alcuni di voi mi hanno ispirato nuovi post...
Un abbraccio
Evelin

Geillis ha detto...

certo che la Sicilia è proprio un mondo a parte!!

mando ha detto...

grazie per l'articolo!potresti darmi il titolo del libro che hai letto?potrebbe essermi molto utile per una materia che sto preparando..grazie!!!

Agave ha detto...

Ciao Mando, il libro spero possa esserti utile, anche se è molto sintetico, a me più che altro è servito come ispirazione e per avere un elenco di alcuni mestieri antichi siciliani. Il titolo è "Le voci della strada. Venditori e mestieranti ambulanti siciliani di ieri e di oggi" di Gaetano Blandi (Antares editrice), non so se sei di Palermo, io l'ho trovato nelle bancarelle di Via Libertà. Se ti servono altre info fammi sapere!
Evelin

armal ha detto...

bellissimo, non l'ho mai vista così la riffa, per me era solo il tizio di 350 kili che girava Pallavicino su di un Motobecane striminzito urlando il numero uscito, entrando in tutte le putie, a che eri al bar a che entrava questo: 'SITTANTUUUOOOTTOOO, SITTANTUUUOOTTOOO' e già mi piaceva,
ma parliamo di quasi 15 anni fa...

armal ha detto...

bellissimo, non l'ho mai vista così la riffa, per me era solo il tizio di 350 kili che girava Pallavicino su di un Motobecane striminzito urlando il numero uscito, entrando in tutte le putie, a che eri al bar a che entrava questo: 'SITTANTUUUOOOTTOOO, SITTANTUUUOOTTOOO' e già mi piaceva,
ma parliamo di quasi 15 anni fa...

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